Lanciano   Attualità 03/11

Nicol D’Amelio, tra i 25 Alfieri del Lavoro premiati da Mattarella

Stamattina in Comune accolta dal sindaco e dalla nuova giunta

Non solo l’eccellenza dell’industria e della grande imprenditoria italiana, ma anche quella che affiora tra i banchi di scuola e che dà speranza al futuro del nostro Paese. Ogni anno insieme ai venticinque neo Cavalieri del Lavoro vengono premiati al Quirinale dal Presidente della Repubblica anche i venticinque migliori studenti d’Italia: sono gli Alfieri del Lavoro.

E tra questi Alfieri, martedì scorso è stata premiata anche la giovane studentessa lancianese Nicol D’Amelio, stamattina accolta in Comune dal sindaco Paolini e dal giunta che le ha consegnato una targa a nome della città tutta.

Il Premio “Alfieri del Lavoro” fu istituito dalla Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro nel 1961 in coincidenza del centenario dell’Unità d’Italia e del sessantenario dell’Ordine “al Merito del Lavoro”. Fu autorizzato con circolare del Ministro della Pubblica Istruzione, emanata nel settembre 1961, e destinato ogni anno a 25 studenti che avessero terminato la scuola secondaria superiore con il massimo dei voti.

Nicol, studentessa del Liceo Classico Vittorio Emanuele II di Lanciano e oggi nella Facoltà di Lettere Moderne a Bologna, si è distinta per i suoi risultati scolastici raggiunti non perché è una classica secchiona, ma per la sua sete di cultura e sapere, abbinata comunque alla voglia di divertirsi con gli amici. Ed insieme a lei, a ritirare la targa dalle mani del sindaco, c’erano le amiche di sempre, con le emozionatissime mamma Antonella, nonna Nicoletta e lo zio Davide

“Posso testimoniare per conoscenza diretta quanto Nicol e la sua famiglia meritino questo riconoscimento. - ha detto l’assessore alla Cultura, Danilo Ranieri - Sono una famiglia umile, dai grandi valori e Nicol li rispecchia in pieno. Questo premio è meritato dunque non solo per i suoi successi scolastici, ma anche per il suo modo di essere”.

Una ragazza semplice, con la voglia di imparare, di andare lontano, diventare un giorno una giornalista, ma che oggi sa stare con i piedi ben piantati per terra e aiutare, se serve, lo zio Davide nel ristorante di famiglia, rimboccandosi le maniche. E forse, il segreto sta tutto lì.

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di Martina Luciani (m.luciani@zonalocale.it)

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