La Faist decide di delocalizzare, a rischio i 17 posti di lavoro - Ascom Abruzzo: "Necessario tavolo istituzionale per salvare i posti di lavoro"

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Lanciano   Attualità 06/02

La Faist decide di delocalizzare, a rischio i 17 posti di lavoro

Ascom Abruzzo: "Necessario tavolo istituzionale per salvare i posti di lavoro"

"Nel territorio di Lanciano-Val di Sangro si sta consumando l’ennesimo dramma del lavoro, nel silenzio più inquietante. L’azienda Faist, situata nella zona industriale di località Cerratina a Lanciano, che opera nell’ambito di quell’automotive su cui l’Abruzzo sta investendo e di cui tanto parla, ha deciso di chiudere”. A dirlo è Angelo Allegrino, presidente di Ascom Abruzzo che denuncia con preoccupazione la situazione.

“E chiude non perché ha problemi qui, sul nostro territorio, dato che la produzione va avanti a pieno ritmo. Ha problemi in altre sedi, - spiega - ma sta smantellando in Abruzzo per spostare la produzione in Umbria. Si tratta di una fabbrica d’eccellenza che produce componenti di qualità”.  

Sono 17 i dipendenti, compresa una interinale, per la maggior parte donne, che rischiano di restare presto disoccupati. E che in questi giorni stanno dando vita ad una strenua lotta, per cercare di conservare il proprio posto di lavoro. Stanno presidiando i cancelli, notte e giorno, sotto il freddo e la neve, per evitare che vengano portati via i macchinari delle linee di produzione. Problemi, inoltre, ci sono anche alla San Marco Industrial, altra azienda di Lanciano, che ha annunciato una quarantina di esuberi. 

Ascom Abruzzo è preoccupata per quanto sta accadendo e per le sorti di questi lavoratori e chiede che le istituzioni e la politica facciano la loro parte, che almeno facciano un tentativo per salvare i lavoratori da una sorte che sembra ormai segnata. 

“È un copione che, purtroppo, si ripete. Sono diverse le aziende che in questi anni hanno delocalizzato, non solo all’estero, lasciando sul lastrico centinaia di lavoratori. Alcune hanno optato semplicemente per altre regioni, abbandonando l’Abruzzo. - prosegue Allegrino - Che non sembra più territorio appetibile per investire, mentre in passato qui si si sono insediati i colossi metalmeccanici che ancora trainano l’economia regionale e attorno ai quali ruotano decine di piccole imprese. Il gruppo Faist conta 4.000 dipendenti e ha 33 sedi nel mondo. Occorre un intervento deciso - conclude - delle istituzioni che debbono mobilitarsi e interrogarsi su questa incresciosa vicenda, cercando anche soluzioni. E magari investendo su quelle infrastrutture - strade, superstrade, porti - del cui potenziamento si parla da decenni ma che presentano lacune ed inefficienze croniche". 

di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

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