Federica Roselli, fotografa per passione... "dell’obiettivo e della mia terra" - Quelli che... restano | La fotografia in giro per l’Italia ma restando a Lanciano

Segui Zonalocale Lanciano su Facebook

 
Lanciano   Personaggi 06/02

Federica Roselli, fotografa per passione... "dell’obiettivo e della mia terra"

Quelli che... restano | La fotografia in giro per l’Italia ma restando a Lanciano

Federica RoselliSpesso ci troviamo a raccontare le storie di giovani che partono da questo territorio e, con tanto impegno e passione, portano avanti importanti percorsi professionali nei luoghi che li accolgono. Allo stesso modo, però, ci sono tanti giovani che scelgono di restare e, altrettanto impegno e passione riescono a conquistare importanti traguardi personali e nel mondo del lavoro ma che, spesso, non trovano la meritata valorizzazione. Ed ecco che, in una delle nostre riunioni di redazione, abbiamo deciso di iniziare a conoscere "Quelli che... restano". Incontreremo tanti under 40 che, nel nostro territorio, si danno da fare ogni giorno per la loro crescita e, perché no, per quella di questo lembo a sud dell’Abruzzo.

“Ho avuto la fortuna di girare l’Italia per il mio lavoro, che è anche la mia passione, ma Lanciano, la mia ‘base’ non la cambierei per nulla al mondo”. Così Federica Roselli, 32 anni, lancianese doc, fotografa da sempre per lavoro e per passione racconta la sua scelta di fare un lavoro così particolare, a 360 gradi, da Lanciano.

Dalle feste di compleanno, alla finale di Champions League, ha portato la sua macchinetta un po’ dovunque, ma poi a dormire, ha sempre preferito farla stare a Lanciano perché si sa, l’aria di casa è sempre la migliore.

“La prima macchinetta mi è stata regalata da piccolissima e da allora non ho mai smesso di scattare. - racconta Federica a Zonalocale - A scuola ero la fotografa ‘ufficiale' delle gite, delle feste e a casa, quando papà mi regalava dei rullini, per me era una gioia. Anche quando mia sorella Piera mi rubava la macchinetta per fotografare le sue bambole”. E così già dalle scuole superiori aveva capito che quello che riusciva a vedere attraverso l’obiettivo, seppur con sacrificio e difficoltà, sarebbe stata la sua vita.

“Inizialmente ho deciso di restare perché allora non c’era tantissima concorrenza. - dice Federica - Poi ho capito che restando qui, con la qualità della vita del nostro territorio e la nostra posizione strategica avrei potuto lavorare all’occorrenza fuori, ma nello stesso tempo, provare a farmi un nome ed un percorso mio qui”.

È stato difficile? Molto. E in alcuni momenti lo è ancora, ma poco più che trentenne, Federica può dire di essersi ritagliata un suo spazio come fotografa sportiva e non solo. “Da Lanciano tante volte ho preso e sono partita per migliaia di chilometri, - racconta ancora Federica - in gran parte degli stadi d’Italia per fotografare le partite di calcio, dal campionato alla finale di Champions a Berlino nel 2015, ma anche alle udienze del Papa. Ho dovuto anche reinventarmi ed imparare fare tanti tipi di fotografia diversi. - sottolinea - Non solo sport, ma anche fotogiornalismo (Federica è anche giornalista dal 2013, ndr), matrimoni e occasioni particolari. Non ho orari, non ho contratto e spesso lavoro in condizioni difficili, ma giro l’Italia, faccio quello che mi piace e tengo stretto il legame con la mia terra”.

Federica alla finale di Champions 2015Un legame che tiene stretto con amicizie, passioni, tradizioni, ma anche lavoro. Infatti Federica, tra una trasferta lavorativa e l’altra, è ormai da quattro anni la fotografa ufficiale del Mastrogiurato, storica manifestazione lancianese che continua a sceglierla come professionista di riferimento.

“Il lato negativo? Questa è una regione che, lavorativamente, offre poco ed è difficile restare a galla con queste poche possibilità. - dice con rammarico Federica - Oggi la concorrenza è aumentata, soprattutto quella ‘sleale’. Di chi è fotografo per hobby ma rosicchia spazio a chi, come me, ne ha fatto un lavoro con tanto di partita IVA”.

Un lavoro difficile, dunque, fatto di sacrifici, chilometri e difficoltà che però, messi sulla bilancia, pesano meno delle soddisfazioni. “Restare è stata una scommessa, per me, per chi mi sta intorno e anche per il territorio. - conclude Federica - Ma il coraggio che serve per restare è, poi, ampiamente ripagato dalla bellezza di avercela un po’ fatta”. 

Le altre storie
Anastasia Massone e i suoi loghi "abruzzesi": dall'intuizione alla nascita di un brand
Nereo Di Giulio: dall'azienda di famiglia alla pasta col proprio nome, tutto made in Paglieta
Silvio, Simone e Cristiana Iacovitti: "La sfida è essere sempre flessibili al cambiamento"
Flippo, la vera "Essenza" di lavorare sulla costa dei Trabocchi 
Ezio scifo, plant manager di Primo: "Mai avere timore nell'accettare nuove sfide"
Marina Desiati: "Desideravo poter esprimere me stessa a livello creativo nella mia città"
Sarah Rulli: “Non c’è posto migliore di casa per fare bella musica”
Angelo Caruso: “In questo territorio, con passione e metodo di lavoro, riesci in ciò in cui credi”

di Martina Luciani (m.luciani@zonalocale.it)

Commenti




 

     
     
     
     
     
     

    Necrologi


      Chiudi
      Chiudi