Lisa, lancianese a Parigi: "Resto ancora senza fiato" - A Parigi dal 2016 per un dottorato: "Sembra un paese in guerra"

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Lanciano   Attualità 16/04

Lisa, lancianese a Parigi: "Resto ancora senza fiato"

A Parigi dal 2016 per un dottorato: "Sembra un paese in guerra"

Notre Dame, dalle foto di Lisa scattate oggi“Non ci sono parole. Resto ancora senza fiato”. E’ questo il commento di Lisa La Pietra, cantante lancianese 32enne, a Parigi dal 2016 per un dottorato di ricerca all’Università di Parigi Vincennes-Saint Denis, all’indomani dell’incendio alla cattedrale di Notre Dame. 

“Ieri pomeriggio sono passata di corsa all’IRCAM/Centro Pompidou dove sto preparando l’intervento per il convegno in cui interverrò giovedì 18 e dopo pochi minuti è arrivata la voce che Notre Dame fosse in fiamme. Incredula e spaventata, - racconta Lisa a Zonalocale - sono corsa fuori dal centro di ricerca assieme ad altri colleghi. Ci siamo diretti verso la stazione di taxi più vicina che è a Hôtel de Ville, proprio a metà tra il Centro Pompidou e Notre Dame e lì abbiamo iniziato a percepire la gravità della situazione. La circolazione era già quasi del tutto bloccata, gente in panico, in lacrime, spaventata, triste. Tutti sconvolti dal dispiacere - prosegue - per la basilica che stava andando troppo rapidamente in fiamme e allo stesso tempo terrorizzati perché quando accade qualcosa del genere a Parigi, non si può che pensare al peggio”.

Lisa è arrivata a Parigi nel marzo 2016, il dottorato è poi iniziato ad ottobre e novembre si è da subito dovuti confrontare con i primi attentati nella notte di terrore al BataclanTutto questo non mi ha impedito di trasferirmi, a dicembre, ma di fatto sono due anni e mezzo che mi sveglio ogni giorno pensando speriamo che non succeda nulla, speriamo che l’aereo parta, è più pericoloso prendere il taxi o in metro? L’orgoglio francese è una buona disciplina da praticare, ma non è semplice vivere in queste condizioni di rischio tangibile e insicurezza perenne. La vita va avanti per forza di cose, ma nell’attimo in cui abbiamo il coraggio di fermarci a riflettere, effettivamente, abbiamo l’impressione di vivere in un Lisa la scorsa estate ai piedi di Notre Damepaese in guerra”.

Lisa ormai si sente parigina a tutti gli effetti grazie anche al dottorato in filosofia estetica, scienza e tecnologia delle arti, rispetto al quale nel 2018 ha ottenuto il coinquadramento scientifico nell’equipe analyse e synthèse du son dell’IRCAM/Centre Pompidou. Ed è di poche settimane fa la pubblicazione del suo libro “Orfeo tra Biocapitalismo e proprietà intellettuale. Etica ed estetica dell’interpretazione vocale”, presentato al Salon du libre di Parigi nell’edizione da poco conclusasi.

“Quando torno a Lanciano e sento parlare del problema degli immigrati, mi sento male perché sono una immigrata anch’io e non so quale sarà il destino dei miei figli e del Paese in cui li metterò al mondo, se la vita vorrà concedermeli in dono. - dice Lisa - L’incendio di Notre Dame, a prescindere da come sia stato generato, credo debba farci riflettere su quali valori umani stiamo trasgredendo a tal punto da provocare così tante sciagure nel mondo. La liquidità capitalistica e il consumismo imperante - sottolinea - ci stanno fagocitando come individui mettendoci gli uni contro gli altri in una partita trincerante, che di questo passo non lascerà scampo a nessuno e ci vedrà tutti perdenti”.

E nonostante la vita vada avanti, oggi era ancora scossa, soprattutto alla vista di ciò che resta dopo dell’incendio che ha tenuto impegnati i vigili del fuoco frentani per tutta la notte nel disperato tentativo di non far andare perduto un patrimonio non solo francesce, ma dell’intera umanità.

“Credo che le lacrime dei Parigi di fronte alla distruzione della cattedrale dimostrino il valore umano soggiogato che c’è in ogni singolo individuo e che si riflette nel proprio patrimonio culturale come traccia inestimabile dell’umanità e tutto questo mi fa ben pensare. Credo ancora - conclude Lisa - che le parole del presidente Macron: ‘La ricostruiremo. La ricostruiremo tutti insieme’ siano importanti per ripensare una umanità, una società, una famiglia, un insieme e non ognuno di noi singolarmente”. 

di Martina Luciani (m.luciani@zonalocale.it)

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