Quando un articolo infastidisce la politica - Il caso
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Lanciano   Politica 23/02

Quando un articolo infastidisce la politica

Il caso

Tutto avremmo pensato, tranne di dover essere attaccati dal mondo della politica sul piano della "correttezza e deontologia". O meglio, che la politica se la prenda con l'informazione accade giornalmente a tutti i livelli, nazionale, regionale e locale. È un atteggiamento che, però, si va vieppiù inasprendo.

Alla fine, nel tritacarne dei social siamo finiti anche noi, rei di aver pubblicato i nomi di alcuni potenziali candidati alla carica di sindaco di Lanciano. La Lega smentisce, appellandosi alla "correttezza e deontologia". Noi rispondiamo che rispettiamo le regole giorno per giorno, spesso imponendo al nostro lavoro limiti ulteriori rispetto alle stesse norme professionali. Di conseguenza, non accettiamo lezioni di correttezza da alcuno.

Quando si annuncia in un comunicato stampa che "la Lega è pronta con il proprio candidato sindaco", è proprio quel comunicato a innescare il cosiddetto totocandidati, che trae origine dagli ambienti politici e fa parte dell'informazione, non solo dalle nostre parti e non solo in Italia. Ma, nel mondo politico attuale, anche l'ordinario lavoro giornalistico viene considerato insopportabile.

Pubblicare sui social richieste di precisazioni (il cui contenuto, peraltro, era già stato pubblicato da Zonalocale diverse ore prima) in cui si parla di "fantasie della giornalista" è eccessivo. Noi non pubblichiamo "fantasie", ma informazioni e nomi che sono frutto del comune sentire e darne notizia è il nostro lavoro. Chi conosce la nostra collega Martina Luciani, ne conosce anche il rigore professionale. Nulla del suo operato va contro "correttezza e deontologia". Chi sostiene il contrario, compie affermazioni errate. 

Inoltre, scrivere che "sarebbe auspicabile non congetturare nomi, ma attendere comunicazioni ufficiali" è una richiesta irricevibile, perché l'informazione non può e non deve basarsi solo sui comunicati ufficiali, né le forze politiche possono pretendere che il ruolo del giornalista sia quello di mero registratore delle comunicazioni ufficiali. È sempre stato così e continuerà ad esserlo. Che piaccia o no ai politici.

di Michele D’Annunzio (m.dannunzio@zonalocale.it)

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