Inchiesta Dark report, piena assoluzione per il capitano dei carabinieri Vincenzo Orlando - Nel 2011 era finito ai domiciliari, ieri la fine del processo

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Lanciano   Cronaca 20/12/2018

Inchiesta Dark report, piena assoluzione per il capitano dei carabinieri Vincenzo Orlando

Nel 2011 era finito ai domiciliari, ieri la fine del processo

"Vincenzo Orlando assolto perchè il fatto non sussiste". Il tribunale di Larino, riunito in forma collegiale con presidente Michele Russo, ieri ha pronunciato la sentenza per i coinvolti nell'operazione Dark report, legata alle perizie sulla vendita delle ex acciaierie di Termoli. Un'inchiesta svolta dai Noe di Campobasso coordinati dalla procura di Larino negli anni 2008-2009 e che aveva portato all'arresto, nel 2011, di dodici persone. Il capitano Orlando, all'epoca comandante della compagnia di Atessa, era finito ai domiciliari e, solo dopo il pronunciamento del tribunale del riesame di Campobasso, aveva visto l'annullamento della misura restrittiva. Per lui, nell'ambito dell'inchiesta, c'era l'accusa di corruzione che portava con sè l'avuso d'ufficio, il falso in atto d'ufficio e la truffa allo Stato.

"Abbiamo sempre sostenuto l'estraneità di Orlando rispetto all'inchiesta - spiega l'avvocato Giovanni Di Santo -. Il suo coinvolgimento è dovuto a rapporti meramente di carattere personale intercorsi con l'ingegner Malerba", tra i principali indagati dell'operazione - anche lui assolto ieri - "sulla base di alcune intercettazioni telefoniche in cui però non c'era evidenza di nessun reato". 

Dal 2011 ad oggi è venuta meno l'accusa di associazione a delinquere per i convolti - rimasti in 9 rispetto ai dodici iniziali - con un mutamento degli organi chiamati a decidere che ha imposto un iter molto lungo. Ieri la chiusura della vicenda con un epilogo atteso dall'ufficiale dei carabinieri e dal suo legale. "È stata fatta giustizia - ha commentato l'avvocato Di Santo - con una sentenza che ridà onore al capitano Orlando" a cui, in questi anni, non erano mai mancato il sostegno e la fiducia da parte dell'Arma "che lo ha chiamato a svolgere incarichi di comando". La sua "era una condotta non censurabile, come abbiamo sempre sostenuto". 

Sette anni fa Vincenzo Orlando si trovò a trascorrere il Natale agli arresti domiciliari e forse c'è la mano del destino nella tempistica di questa sentenza che arriva proprio alla vigilia di Natale che potrà trascorrere certamente con maggiore serenità insieme alla sua famiglia.

 

di Giuseppe Ritucci (g.ritucci@zonalocale.it)

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