Voragini in centro, Lanciano mostra tutta la sua fragilità sotterranea - Dalla relazione dei tecnici: "vista la crisi, non si può più restare inattivi"

Segui Zonalocale Lanciano su Facebook

 
Lanciano   Attualità 01/09

Voragini in centro, Lanciano mostra tutta la sua fragilità sotterranea

Dalla relazione dei tecnici: "vista la crisi, non si può più restare inattivi"

Mai come nelle ultime settimane ci stiamo rendendo conto di quanto Lanciano, sotto i nostri piedi, sia una città pericolosamente fragile. Cunicoli, corsi d’acqua, fogne e acquedotti risalenti a più di 100 anni fa iniziano a bussare alle porte di incuria, campanelli d’allarme inascoltati e decenni di noncuranza facendoci letteralmente tremare la terra sotto i piedi.

Prima la voragine aperta nel seminterrato dell’attività Josephine in corso Trento e Trieste [LEGGI QUI], lo scorso 16 agosto, poi il cedimento di un arco sotterraneo in via Corsea [LEGGI QUI], ci fanno quasi sentire il più ingombrante degli elefanti che cammina in un negozio di cristalleria, senza saper bene dove mettere i piedi.

E non è affatto confortante la relazione dell’ingegner Pasquale Di Monte e del geologo Luigi Carabba, tecnici incaricati dal Comune di Lanciano per valutare la situazione creatasi dopo lo sprofondamento di terreno all’interno dell’edificio che ospitava il bar Modernissimo in corso Trento e Trieste in cui, in più punti, si legge di una “situazione gravissima” che interessa il sottosuolo della città.

 

LE CAUSE

“Lo sprofondamento - si legge nella relazione - è da mettere in relazione alla circolazione idrica che si è instaurata nel sottosuolo dell’area (Pietrosa/corso). (…) La profondità del cunicolo è quasi ovunque di circa 15/25 metri e svolge ancora, quasi miracolosamente, la sua funzione. Infatti l’acqua scorre e fuoriesce dalla diga sotto il ponte Diocleziano”. Il problema non sarebbe però il cunicolo Sargiacomo, bensì le “acque percolanti dall’alto che si dispongono attorno al cunicolo senza potervi entrare e che finiscono col defluire, durante le piogge, nelle feritoie della diga".

Non è quindi troppo difficile capire cosa accade. Con il tempo, l'erosione causata dalle acque si espande e, superati certi limiti, il terreno non regge più, crolla e sprofonda. “Lo sprofondamento - spiega ancora la relazione - trova quindi la sua causa nella continua, lenta, inesorabile erosione del terreno in estradosso al cunicolo Sargiacomo”.

 

LE CONSEGUENZE

Ma cosa fare ora per arginare il pericolo di altri eventuali crolli? La relazione consiglia di mettere in atto i provvedimenti esplicati dall’Amministrazione nei giorni scorsi [LEGGI QUI]. Ovverosia evitare carichi pesanti sull’area, chiudere la voragine e monitorare costantemente la zona. I tecnici parlano però anche di un’altra zona molto critica e da tener d’occhio: quella dietro il corso nel tratto tra la farmacia Sparvieri, sotto i Portici Comunali e la pizzeria Carlino. “Non si notano segni apparenti di dissesto - affermano i tecnici - ma le percolazioni e le stalattiti visibili nel cunicolo Sargiacomo dicono che in quel tratto i manufatti non sono in ordine”. Cosa fare allora? Se eventuali sondaggi conoscitivi al momento non sono ipotizzabili per la presenza di tutti i sottoservizi urbani, “appare consigliabile sospendere i lavori di pavimentazione del corso basso”.

E se i fabbricati attorno all’ex Modernissimo non presentano lesioni di rilievo, a differenza dei locali delle attività Josephine e Martelli, è impossibile escludere che i fenomeni di erosione non investano anche loro.

 

GLI INTERVENTI

Ora sarà necessario ricolmare il terreno sprofondato con pietrisco sul quale dovrà poggiare superiormente un soletto di cemento armato. “L’operazione - assicura ancora la relazione - è possibile dal momento che il cunicolo Sargiacomo appare abbastanza integro sia nella volta che nelle pareti. Sembra poter resistere ancora”. Sarà necessario inoltre mantenere transennato tutto il marciapiede dell’area interessata, nonché un terzo della larghezza del corso, almeno fino ad un mese dopo il ricarico della cavità.

A questo punto, appare però evidente come, al netto di interventi urgenti ed inderogabili, siano ormai necessarie nuove opere di fognatura, reti idriche e di drenaggio. “In poche parole - conclude la relazione - il terrapieno non dovrà più caricarsi d’acqua. La crisi è ormai giunta ad un punto che non consente di restare inattivi”.

  

Il centro di Lanciano, sembra ormai chiaro, è quindi quasi miracolosamente sorretto dal ponte Diocleziano e dalla Cattedrale della Madonna del Ponte che, sostenendo ancora oggi la diga, stanno evitando un vero e proprio disastro. Ma probabilmente non è più tempo di affidarsi solo ai miracoli della nostra Santa Patrona, anche durante le Feste a lei dedicate.

di Martina Luciani (m.luciani@zonalocale.it)

Commenti




 

 

Necrologi


    Chiudi
    Chiudi