L’Arciconfraternita Morte e Orazione, una storia di famiglia - Alessandro, confratello da 44 anni, tra ricordi, emozioni e un occhio al futuro
 
Lanciano   Personaggi 29/03

L’Arciconfraternita Morte e Orazione, una storia di famiglia

Alessandro, confratello da 44 anni, tra ricordi, emozioni e un occhio al futuro

Alessandro De RosaCon il Giovedì Santo, siamo ormai nel vivo nella Settimana Santa che a Lanciano si identifica completamente con i riti che vengono perpetrati e gelosamente custoditi dall’Arciconfraternita Morte e Orazione, sotto la protezione di San Filippo Neri, che ha sede nella chiesa di Santa Chiara, in corso Roma a Lanciano.

L’Arciconfraternita muove i suoi primi passi nella seconda metà del 1500, quando un gruppo di ‘galantuomini’ decide di unirsi per dare una degna sepoltura a quanti in quegli morivano a causa della peste. Nel 1608 c’è poi l’aggregazione alla chiesa madre di Roma.

Così possiamo dire che l’Arciconfraternita vive ed è attiva a Lanciano da oltre 400 anni, ma è dagli anni ’70 che prende le forme e sembianze di quel sodalizio che oggi abbiamo imparato a conoscere ed amare.

Ed è proprio dagli anni ’70 che Alessandro De Rosa, confratello da 44 anni, è entrato in questa grande famiglia. E a lui abbiamo voluto chiedere ricordi, le emozioni di quando indossa l’abito, l’amore, l’appartenenza ed il coinvolgimento che sente, ancora invariati dopo 44 anni. Per un sodalizio che, nonostante i tempi siano irrimediabilmente cambiati, continua ad attrarre giovani e ad affascinare un’intera città che durante la Settimana Santa si raccoglie attorno ai confratelli ed al cireneo scalzo, illuminata solo dal chiarore delle fiaccole.


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di Martina Luciani (m.luciani@zonalocale.it)

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