Inceneritore in Val di Sangro, associazioni sul piede di guerra - "Basta ulteriori proroghe, che si archivi il progetto così com’è"

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Lanciano   Ambiente 28/09

Inceneritore in Val di Sangro, associazioni sul piede di guerra

"Basta ulteriori proroghe, che si archivi il progetto così com’è"

Walter Mregiotti, Marco Severo e Fabrizia ArduiniAd oltre 2 anni dalla presentazione del progetto di pirogassificazione di rifiuti, previsto tra i comuni di Lanciano e Sant’Eusanio del Sangro, la società proponente chiede una proroga per integrare il progetto fino al 31 dicembre 2017 e le associazioni ambientaliste non ci stanno. Per questo motivo Marco Severo per il Comitato popolare No inceneritore in Val di Sangro, Walter Mergiotti per l’associazione Noimessidaparte e Fabrizia Arduini WWF della zona frentana e della Costa teatina hanno deciso di diffidare la Regione Abruzzo dal concedere ulteriori proroghe ed invitarla, pertanto, ad archiviare la pratica così com’è.

Il progetto prevede di lavorare oltre 33000 t di rifiuti annue, tra cui plastiche e rifiuti industriali ed è stato già fortemente contestato con manifestazioni e sit-in da comitati, associazioni ambientaliste e amministrazioni comunali.

Come già evidenziato nelle osservazioni inviate nell’ambito della procedura di valutazione, oltre agli impatti ambientali ineludibili, in specie per i due Siti di Interesse Comunitario -SIC- Lago di Serranella e Bosco di Mozzagrogna, le associazioni ritengoni il recupero energetico, come una strada obsoleta. - dicono le associazioni - L’innovazione tecnologica ha di fatto reso il recupero di materia assai più vantaggioso con ottime ricadute sugli aspetti ambientali e occupazionali, quindi la regione Abruzzo ha bisogno di impianti che siano di supporto alla raccolta differenziata, in modo particolare impianti di compostaggio e di recupero di materia, così facendo il rifiuto diventa una risorsa e non un problema per l’ambiente e la salute.Ma è l’ennesimo progetto dove le scelte  non vanno in direzione del volere dei cittadini”.

Inoltre, ci si trova ancora una volta di fronte ad un paradosso, ovvero oltre il termine dei 150 giorni previsti dalla legge e “quando finalmente sembrava che i tecnici della commissione si avviavano ad una più concreta e giustificata archiviazione - affermano le associazioni - il tutto viene rimesso in discussione”. 

Il 30 maggio scorso, il responsabile del servizio valutazione ambientale invia una nota in cui intima all’azienda proponente di integrare il progetto con i documenti richiesti, pena l’archiviazione del procedimento VIA. Trenta giorni dopo i documenti integrativi non arrivano sulle scrivanie del servizio di valutazione, ma arriva da parte della proponente Marcantonio Sas, il 4 luglio, quindi oltre il termine precedentemente imposto, una richiesta di sospensione del procedimento fino al 31 dicembre 2017. Il giorno dopo gli stessi dirigenti che avevano predisposto il termine dei trenta giorni, non accolgono la richiesta di sospensione fino a fine anno, in virtù dell’enorme tempo già concesso ma concedono 90 giorni di proroga, poi si procederà comunque ad inserire la pratica all’ordine del giorno. 

È su questo solco, che noi del Comitato popolare No inceneritore in Val di Sangro, WWF Zona Frentana e associazione Noimessidaparte, - comunicano - diffidiamo la commissione CCR-VIA a concedere ulteriori proroghe e invitiamo la stessa ad archiviare definitivamente il suddetto progetto, tanto più che la giurisprudenza non lascia spazio a sospensioni sine die, motivate da qualsivoglia esigenza estranea al paradigma normativo che regola l’attività amministrativa”.

di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

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