Nuova aggressione al carcere di Villa Stanazzo di Lanciano - L’agente ha riportato una prognosi di 15 giorni, ma "è stato fatto il possibile?"

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Lanciano   Cronaca 04/09

Nuova aggressione al carcere
di Villa Stanazzo di Lanciano

L’agente ha riportato una prognosi di 15 giorni, ma "è stato fatto il possibile?"

Nuova aggressione nel carcere di Villa Stanazzo, a Lanciano, ai danni di un agente di Polizia Penitenziaria, sabato scorso, mentre, come tutte le mattine, il poliziotto era impegnato nel controllo delle inferriate, operazione di routine tesa a prevenire tentativi di evasione mediante la battitura delle sbarre alle finestre e ovviamente l'operazione va effettuata con i detenuti presenti in cella.

“Improvvisamente un detenuto gli si è scagliato addosso - si legge in una nota del segretario provinciale UIL-PA della Polizia Penitenziaria, Ruggero Di Giovanni - intimandogli di consegnargli il “ferro” della battitura, l'agente ha opposto resistenza, ma la differenza di corporatura ed il fatto che l'aggressione avvenisse all'interno di una cella ha reso inutile la resistenza ed impossibile l'intervento degli altri agenti presenti nel corridoio”. Una volta entrato in possesso del pericoloso attrezzo il detenuto ha cercato di aggredire nuovamente l'agente che però ha prontamente chiuso il cancello della cella. Immediatamente trasferito nel pronto soccorso di Lanciano, l’agente ha riportato una prognosi di 15 giorni. 

“Quello che proprio non riusciamo a comprendere è la strana gestione di questo tipo di detenuti. - afferma Di Giovanni - Questo detenuto venne arrestato proprio per un episodio particolarmente violento aggressivo e apparentemente immotivato e solo pochi giorni fa, lo stesso aveva rifiutato di rientrare in cella, allora si è scelto di lasciarlo aperto per ben due giorni e due notti tanto, perché non aggressivo, ci era stato detto”.

Pur non volendo entrare nelle scelte gestionali del comandante, del direttore e dello stesso Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria, il sindacato si pone il problema della sicurezza dei lavoratori e pone sul tavolo alcune osservazioni. “Perché i segni di squilibrio del detenuto sono stati sottovalutati? E' stato sottoposto a visita psichiatrica? La Polizia Penitenziaria è stata messa in grado di gestire in sicurezza questo ristretto? - si chiede il sindacato - Sono stati tenuta in debita considerazione i precedenti del detenuto? Scegliendo di gestire in modo “diverso” quel detenuto si è tenuto conto dei rischi per il personale?”.

Immediatamente è stato convocato per giovedì un direttivo regionale della UIL-PA Polizia Penitenziaria Abruzzo dove saranno valutate le modalità di tutela dei lavoratori che, “non possono e non devono essere mandati allo sbaraglio per scelte gestionali troppo innovative ovviamente qualora - precisa il segretario provinciale - dovessimo ritenere che vi siano responsabilità o omissioni sarà nostra cura agire in ogni sede a tutela dei lavoratori”.

Non è chiaro se il detenuto sia ancora in possesso dell'oggetto o se sia stato riconsegnato agli agenti.

di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

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