La Medaglia d’Oro al Valore Militare di Lanciano, 65 anni dopo - Nel giorno del 25 aprile ricordiamo tutte le motivazioni del conferimento

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Lanciano   Curiosità 25/04

La Medaglia d’Oro al Valore
Militare di Lanciano, 65 anni dopo

Nel giorno del 25 aprile ricordiamo tutte le motivazioni del conferimento

Il presidente Einaudi appunta la medaglia sul gonfalone della città di LancianoFurono molte, circostanziate e ben precise le motivazioni che concessero la Medaglia d’Oro al Valor Militare alla città di Lanciano a seguito della rivolta del 5 e 6 ottobre 1943 e che oggi, 25 aprile, nel 72esimo anniversario della Liberazione, vogliamo ricordare. “Giovani patrioti ed anche adolescenti - si legge nella relazione della Commissione regionale abruzzese del 23 marzo 1947 - affrontarono in aperto combattimento il preponderante, attrezzatissimo, truce nemico tedesco, pur sicuri di perire, ma fidenti nella loro vittoria ideale e nella liberazione della Patria, dando prova di sublime sacrificio”.

Ma cos’è accaduto in quei giorni? Il 12 settembre 1943, poco dopo la dichiarazione dell'armistizio, i tedeschi occuparono la città di Lanciano dando così inizio a razzie di ogni genere. Si costituirono i primi gruppi di azione che, oltre ad effettuare azioni di sabotaggio contro i tedeschi, raccoglievano armi provenienti da saccheggi di automezzi tedeschi e prelievi dalle varie Caserme presenti in città. I primi segnali di intolleranza si ebbero il 4 ottobre, quando, con l’inizio di un nuovo saccheggio di più vaste proporzioni, una gran folla tumultuosa si raccolse in piazza Plebiscito per protestare, gli animi si erano scaldati. La manifestazione del 4 ottobre se pur non violenta doveva aver impressionato il comando tedesco che, con il 5 ottobre, iniziò, con tutti gli automezzi a disposizione, il pattugliamento delle vie periferiche della città. Alcune pattuglie furono facile preda dei partigiani che impadronitisi delle armi diedero alle fiamme le auto.

La svolta era decisa: attendere la sicura rappresaglia tedesca o prevenirla attaccando? Il 6 ottobre alle prime luci dell’alba i giovani di Lanciano erano in rivolta, disposti in vari punti della città e in modo particolare nei pressi del piazzale di Santa Chiara dove era previsto l’arrivo dei tedeschi il cui comando era dislocato nella zona di Marcianese. Ogni angolo di Lanciano fu interessato dalla battaglia. Dalla lotta impari undici furono i partigiani caduti in combattimento e undici i civili uccisi per rappresaglia; ma la rabbia tedesca non si fermava trovando sfogo nella distruzione, al saccheggio ed all'incendio di botteghe e magazzini. La sorte della città di Lanciano era segnata e forse solo la tempestività dell’intervento alleato (3 dicembre 1943) riuscì ad evitare il peggio.

La volontà tedesca di punire Lanciano non si fece attendere, in fase di ritirata si attestarono sul Moro a da lì cannoneggiavano la città quotidianamente; il 20 aprile 1944 una imponente formazione aerea bombardò Lanciano alle 11 del mattino; una strage in piazza Plebiscito colpita dalle bombe più micidiali.

Ed è proprio per il coraggio, l’amore per la Patria e per la libertà, più forte di quello per la propria vita, che il sacrificio dei martiri ottobrini, tra cui il giovane Trentino La Barba, diede a Lanciano la Medaglia d’Oro al Valor Militare, assegnata il 4 febbraio 1952 e consegnata dall’allora presidente della Repubblica Luigi Einaudi il 25 settembre dello stesso anno.

Questa la motivazione: “Forte città dell’Abruzzo, di nobili tradizioni patriottiche e guerriere, insofferente di servaggio, reagiva ai soprusi della soldataglia tedesca con l’azione armata dei suoi figli migliori. L’intera popolazione, costretta ad assistere in piazza al martirio di un cittadino, valoroso combattente, legato ad un albero, accecato e trucidato per ammonimento ai civili, sorgeva in armi. Combattevano i cittadini per molte ore, subendo perdite ed infliggendone di ben più gravi e, per aver ragione della resistenza, il nemico doveva impegnare numerosi battaglioni, mezzi corazzati, artiglierie. Esempio di civiltà al barbaro invasore che trucidava i colpiti, gli abitanti curavano con umana pietà i nemici feriti. Sottoposta prima ad atroci rappresaglie, poi alle dure azioni di fuoco degli alleati, infine ai massicci bombardamenti dei Tedeschi, la Città di Lanciano, presa nella linea del fronte, subiva radicali distruzioni mentre più di 500 abitanti perdevano la vita. Per nove mesi di dure prove la popolazione di Lanciano forniva valorosi combattenti per la lotta di liberazione, sosteneva la resistenza, dava tutta nobile esempio di patriottismo e di fierezza. Lanciano, 5 ottobre 1943 - giugno 1944”.

di Martina Luciani (m.luciani@zonalocale.it)

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