Questione De Titta-Fermi, facciamo chiarezza - L’intervista all’avvocato Andrea Cerrone, esperto in materia di diritti ed omofobia
 
 
 

17/03 17/03

L’intervista all’avvocato Andrea Cerrone, esperto in materia di diritti ed omofobia

Questione De Titta-Fermi,
facciamo chiarezza

L'avvocato Andrea CerroneNei giorni scorsi l’Istituto Fermi – De Titta di Lanciano è finito nell’occhio del ciclone per aver chiesto alle famiglie un parere sull’iniziativa della scuola di invitare Francesca Vecchioni, autrice del libro “T’innamorerai senza pensare”, che tratta di amore omosessuale (QUI l’articolo). Ed è di questa mattina la notizia della protesta degli studenti e della preside che ha rifiutato di incontrarli (QUI l’articolo).

Abbiamo sentito al riguardo l’avvocato lancianese Andrea Cerrone, uno dei massimi esperti giuristi in tema di omofobia ed autore della pubblicazione scientifica “Punire l’odio? La repressione dell’omofobia e la tutela delle minoranze” edito nel volume “Omosessualità, eguaglianza, diritti” di “Carocci Editore – Studi Superiori” a cura di Angelo Schillaci.

- Allora avvocato, cosa pensa di questa polemica sul Fermi – De Titta?

Partiamo dal presupposto che mi sono entusiasmato per l’insorgere degli studenti, i quali hanno fatto benissimo a puntualizzare che non occorre alcun parere delle famiglie per trattare l’argomento dei diritti civili, ma credo di poter affermare senza tema di smentita che il Fermi – De Titta non è affatto una scuola omofoba. Anzi, mi piace sottolineare che in quella scuola opera silenziosamente da molti anni il professor Vitalino D’Amario, un docente attentissimo ai diritti civili che, sin da quando i temi LGBT erano tutt’altro che comuni in questo Paese, andava insegnando instancabilmente agli studenti l’infamia della discriminazione per orientamento sessuale, oltre che la piena parità tra i generi. 

- Dunque sta assolvendo la scuola?

Guardi, non posso far altro che parlare con i fatti. Curiosamente, mi trovo in una singolare e piacevole posizione di conflitto di interessi nel trattare questo tema, perché sono anni che sia il Fermi che il De Titta, oggi un unico Istituto, m’invitavano e m’invitano a trattare il tema dell’esclusione sociale e dell’omofobia sia con gli studenti che con gli insegnanti. Anzi, delle volte la scuola ha deciso di investire in questo senso, pagando le mie lezioni. 

- La scuola ha chiesto autorizzazioni alle famiglie per i suoi interventi?

Sinceramente non lo so, ma non credo. Vede, sebbene questa questione dei pareri alle famiglie sia tutt’altro piacevole, l’auspicio è che le altre scuole prendano invece ad esempio il Fermi – De Titta e facciano quel che più conta, cioè parlino di questi temi e lo facciano instancabilmente. Sono ancora troppi i “frocio” e i “ricchione” che si urlano nei corridoi delle scuole. 

- Dunque chiedere le autorizzazioni può essere legittimo?

No, secondo me è sbagliato. Certo che è sbagliato. Si potrebbe accettare di buon grado, in una logica di educazione partecipata che coinvolga anche le famiglie, che queste siano informate dei temi che si trattano a scuola, ma certo non occorrono autorizzazioni, perché a scuola si formano i cittadini ed i buoni cittadini non sono omofobi, indipendentemente da quel che può pensare qualche famiglia. Occorre sottolineare che esistono movimenti, delle volte di matrice religiosa estremista, che propagandano l’esclusione sociale delle persone omosessuali mascherandola con il diritto alla fede religiosa o alla buona educazione degli adolescenti.
Il Parlamento europeo con un’importante risoluzione contro l’omofobia ci ha avvertito di essere particolarmente attenti proprio a questa strategia degli omofobi, che ammantano con temi di rilievo quel che altro non è che una chiara violazione dei diritti umani. Se qualche famiglia aderisce a questa strategia, le scuole hanno il dovere di infischiarsene e di continuare a trattare i temi della non discriminazione e del bullismo. Se abbiamo cura di riflettere, scopriamo che sono ancora troppi i ragazzi che a scuola imparano che non è bene emarginare qualcuno per il proprio orientamento sessuale e poi tornano a casa dove sentono nefandezze da qualche genitore con mentalità giurassica: la scuola si trova spesso a fare da cuscinetto tra queste forze opposte e, delle volte, come in questo caso, finisce che ci scappi la polemica. Non è un ruolo semplice quello della scuola, ma del resto mi pare che la Vecchioni sia stata invitata proprio con l’opinione favorevole della dirigente scolastica. Questo da un lato mi tranquillizza e dall’altro mi entusiasma.

di Redazione Zonalocale.it ([email protected])

Sei interessato solo alle notizie di Lanciano? Leggile su lanciano.zonalocale.it, l'edizione di Zonalocale interamente dedicata a Lanciano.

Commenti




 

 

Segui lo sport


  • 19/03 - 13:57 Castelfidardo - Sammaurese 0-1


  • 19/03 - 13:57 San Marino - Vis Pesaro 0-0


  • 19/03 - 13:56 Fermana - Matelica 2-1


  • 19/03 - 13:56 Monticelli - Olympia Agnonese 1-1


  • 19/03 - 13:56 San Nicolò Teramo - Pineto 1-1


  • 19/03 - 13:55 Alfonsine - Jesina 2-1


  • 19/03 - 13:54 Civitanovese - Campobasso 0-3


 

Necrologi


    Chiudi
    Chiudi