Nell’hospice Albachiara arriva il book crossing - Un progetto di scambio di libri per nuovi spunti di riflessione e condivisione

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Lanciano   Attualità 11/03

Nell’hospice Albachiara
arriva il book crossing

Un progetto di scambio di libri per nuovi spunti di riflessione e condivisione

“Una persona inguaribile non è una persona incurabile”. E’ da questa filosofia che nasce e si sviluppa la struttura dell’hospice, a Lanciano in via Belvedere. Una casa a due piani, rosa, curata nei minimi dettagli adibita alla cura dei malati terminali. Nell’hospice il malato si sente come a casa e viene accompagnato da personale specializzato nel difficile momento del fine vita con particolare attenzione al sostegno psicologico e sociale della famiglia.

Ma qui a Lanciano l’hospice Albachiara, diretto dal dottor Pier Paolo Carinci, non si è mai fermato alla semplice cura sanitaria dei pazienti ma ha cercato, sin dal primo giorno, a giugno di 6 anni fa, di unire percorsi nuovi, sperimentali e che potessero impegnare gli ospiti della struttura con il corpo e con la mente.

Ultima arrivata è la casettina in legno del bookcrossing, donata dai familiari di un paziente, lo scrittore e poeta Alfredo Esposito, in arte Alfredo Fiorani, deceduto in hospice un anno fa. “L’iniziativa si inserisce nel più ampio progetto che comprende anche l’ortoterapia - dice il dott. Carinci a Zonalocale - che mira alla creazione di un luogo di riflessione e condivisione per tutti i pazienti”. Chiunque può portare o prendere in prestito un libro per leggerlo e poi portarlo indietro in uno scambio continuo di cultura, idee, conoscenze ed esperienze.

Ieri si è anche conclusa la rassegna Albachiarailvenerdì, giunta alla sua terza edizione, con una serie di incontri monotematici su temi di bioetica ed educazione alimentare accompagnati da proiezioni di film e degustazioni gastronomiche (QUI l'articolo).

“La famiglia che ci ha donato la casetta del bookcrossing - riferisce Carinci - vorrebbe regalarci anche due cuccioli di border collie, cani ideali per la pet therapy, la compagnia ed i giochi in giardino. Non abbiamo ancora deciso, ma ci stiamo pensando, sarebbe senza dubbio un modo nuovo per rendere più piacevole la vita dei nostri pazienti”.

Guarda le foto

di Martina Luciani (m.luciani@zonalocale.it)

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