Inchiesta Asl, tutte le accuse della Procura di Lanciano - Fatture gonfiate per 2 milioni di euro, sequestrata anche la villa in Sardegna

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Lanciano   Cronaca 07/03

Inchiesta Asl, tutte le accuse
della Procura di Lanciano

Fatture gonfiate per 2 milioni di euro, sequestrata anche la villa in Sardegna

La sede della Asl in via Spaventa a LancianoE’ stato arrestato alle prime luci dell’alba di ieri, lunedì 6 marzo, nella sua villa bunker di via Don Minzoni e poi dal commissariato trasferito nel carcere di Villa Stanazzo, Antonio Colasante, 57 anni, imprenditore originario di Guardiagrele ma residente a Lanciano, con le accuse di autoriciclaggio, abuso in atto d’ufficio e falso ideologico (QUI l'articolo). Con lui, è finita nei guai anche la dirigente Asl Tiziana Spadaccini, 56 anni di Vasto, accusata di abuso d’ufficio. L’imprenditore è assistito dall’avvocato Giuliano Milia che, al momento, non ha voluto rilasciare dichiarazioni.

“I reati contestati - si legge in una nota della Procura di Lanciano - sono quelli di abuso di ufficio, falso ideologico e riciclaggio in relazione ad una vicenda inerente alla liquidazione illecita, effettuata dalla Asl Lanciano-Vasto-Chieti in favore della ditta Publiclean Srl, con l'indebita erogazione di una somma pari ad curo 2.130.490,06 relativa al contratto di lavanolo intercorrente tra la P.A., gli Ospedali rientranti nel circondario di competenza della Lanciano-Vasto-Chieti e la stessa Pubbliclean”. Insieme ai due arrestati, ci sono altri 7 indagati.

In sostanza, gli indagati pubblici funzionari della Asl sono accusati di aver abusato del loro ufficio per favorire la Publiclean Srl alla quale, attraverso l'emanazione di una serie di atti amministrativi illegittimi, venivano erogate somme non dovute per gli anni 2009/2015. “Nel corso delle indagini - spiega la Procura - si aveva modo di accertare che alla Publiclean venivano liquidate le somme milionarie sopra indicate laddove le spettavano per contratto "0" euro; questo perché il contratto di lavanolo intercorrente tra la P.A. e la Publiclean prevedeva che a fronte della liquidazione prevista per la biancheria piana (effetti letterecci) la stessa ditta si impegnava a garantire due cambi di divise settimanali gratuite. Di fatto - prosegue la nota - si accertava che mai, negli anni, le divise lavate dalla Pubbliclean avevano superato il numero di quelle che avrebbero dovuto essere garantite gratuitamente. Ciò nonostante la Publiclean chiedeva e otteneva dalla Asl le liquidazioni contestate” (QUI la difesa della Asl).

Secondo la Procura, le somme provento di tale illecita erogazione incassate dalla Publiclean erano oggetto di una serie di illecite movimentazioni (da qui la contestazione del reato di riciclaggio) nel giro di pochissimi giorni, transitando do conto della Publiclean a quella della Hospitale Service Srl (facente parte della Colasante Holding Srl), poi bonificate alla Omnia Servitia Srl (altra società riconducibile alla Colasante Holding), ed infine bonificate alla Zaffiro Srl (altra ditta riconducibile alla medesima Holding).

“Al termine di queste movimentazioni - commenta la Procura - le somme venivano impiegate da Colasante per l'acquisto di una villa in Sardegna ad Arzachena, Porto Cervo, ora sottoposta a sequestro preventivo”.

Le misure cautelari a carica degli indagati sono state richieste dal pm Rosaria Vecchi ed emesse dal Gip del tribunale di Lanciano Massimo Canosa. Nella giornata di ieri, sono state effettuate perquisizioni anche nella sede Asl di via Spaventa a Lanciano.

di Redazione Zonalocale.it (redazione@zonalocale.it)

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