L’assessore Caporale sui dehors: no stato di polizia, ma di diritto - Su 200 attività, 9 non in regola: 80 mila euro di debiti con il Comune

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Lanciano   Attualità 03/03

L’assessore Caporale sui dehors:
no stato di polizia, ma di diritto

Su 200 attività, 9 non in regola: 80 mila euro di debiti con il Comune

Mario Pupillo, Francesca Caporale, Pino Valente e Davide Caporale“Non vogliamo creare uno stato di polizia in città, ma uno stato di diritto sì”. E’ questo il commento dell’assessore al commercio Francesca Caporale a seguito della rimozione di gazebo e dehors da bar e locali in città con conseguente raffica di critiche e polemiche, soprattutto sui social network (QUI l’articolo).

“In città per tanti anni abbiamo vissuto troppe situazioni di illegalità e ora stiamo rimettendo le cose a posto. - afferma il sindaco Mario Pupillo - Stiamo lavorando nel rispetto di quella stragrande maggioranza di cittadini che rispetta le regole e no, non stiamo uccidendo il commercio, ma non tolleriamo più i furbetti e a costo di essere impopolari, continueremo su questa strada”.

Al termine dell'annuale ricognizione del concessionario che gestisce per conto del Comune di Lanciano la riscossione del canone Tosap per l'occupazione di suolo pubblico, l'ICA, sono 200 attività in meno di 10 sono risultate non in regola con i titoli autorizzativi, 5 i casi di abusivismo e 4 di morosità per un importo complessivo di circa 80 mila euro di debiti nei confronti dell’Amministrazione.

Soprattutto nei luoghi di rilievo storico, come proprio corso Trento e Trieste, le nuove autorizzazioni, rilasciate ai sensi del nuovo regolamento comunale, dovranno avere il nullaosta della sovrintendenza e rispettare precisi criteri. “Non potranno più esserci costruzioni chiuse come quelle esistenti - spiega la Caporale - ma nuove strutture mobili, leggere, che non vadano ad impattare con gli edifici circostanti”.

Una scelta condivisa con gli operatori del settore e comunicata ai diretti interessati. “Chi di dovere era stato informato da molto tempo - commenta il vicesindaco Pino Valente - e ora non possiamo pagare noi, né i contribuenti onesti, per l’inerzia di altri”.

di Martina Luciani (m.luciani@zonalocale.it)

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